14 gen 2016

Carne separata meccanicamente (CSM)

Spesso nel leggere le etichette di cotolette di pollo, polpette, würstel etc... si trova l'indicazione "CSM", cosa vorrà mai dire? Questa sigla indica che quell'alimento contiene carne separata meccanicamente, cerchiamo di capire come si ottiene.
La carne separata meccanicamente è un prodotto/sottoprodotto della macellazione,  si tratta di quello che rimane delle carcasse dopo che vengono private dei tagli principali. Queste "rimanenze" vengono trasferite sotto speciali presse, dove vengono macinate e fatte passare attraverso setacci molto fini per eliminare i residui dalle ossa; il tutto viene sottoposto ad alta pressione in una sorta di tritacarne dal quale esce una poltiglia rosa, a cui vengono aggiunti addensanti e conservanti, utilizzata per produrre würstel, salsicce, cotolette e altri prodotti alimentari. In commercio è possibile trovare anche la carne separata meccanicamente ottenuta dalle ossa del maiale, in questo caso però si usano macchinari in grado di togliere le fibre muscolari rimaste con uno strumento  a bassa pressione, per cui il prodotto finale è più simile  alla carne macinata. Di sicuro, così facendo, c’è uno sfruttamento ottimale delle materie prime che consente di ridurre al minimo gli sprechi, ma il tutto a discapito della qualità. La domanda che subito mi viene in mente è: la carne separata meccanicamente può essere nociva? Secondo l’Efsa [1]  nella CSM è presente un rischio di crescita microbica maggiore, soprattutto quando si usano alte pressioni, in quanto la lavorazione provoca una maggiore distruzione delle fibre muscolari favorendo lo sviluppo batterico. Questi tipi di processi, precisa l’Efsa “provocano una degradazione delle fibre muscolari maggiore e un rilascio di nutrienti, i quali forniscono un sostrato favorevole alla crescita batterica”. Il sistema a bassa pressione  stressa meno le fibre e il rischio di contaminazione microbica può essere equiparato a quello della carne macinata. L’Efsa, il cui scopo è anche aumentare l'informazione per preservare la salute pubblica, ha  sviluppato un modello per identificare la carne separata meccanicamente, individuando metodi di misurazione e parametri per distinguerne i vari tipi. È il calcio che viene rilasciato dalle ossa durante la lavorazione il parametro chimico, tra tutti quelli presi in considerazione dagli esperti, quello più sicuro per stabilire se la carne contenuta in un prodotto va classificata come disossata a mano o separata meccanicamente. Secondo l’Authority andrebbe sviluppato un ulteriore studio per distinguere la carne separata a bassa pressione dalla pura carne macinata, data la netta somiglianza tra i due prodotti. Questo per uno scopo ben preciso: far sì che queste informazioni non rimangano confinate solo al mondo degli esperti, degli ispettori alimentari e delle istanze politiche, ma siano alla portata di tutti i consumatori.
Purtroppo anche fra i prodotti bio è possibile trovare CSM di conseguenza si ritorna al discorso fatto più volte sull'importanza di imparare a leggere le etichette degli alimenti che acquistiamo[2].

Riporto di seguito un link dove è possibile approfondire l'argomento e trovare un elenco dei produttore che utilizzano CSM: http://www.ilfattoalimentare.it/cotolette-carne-separata-meccanicamente.html




[1] L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - EFSA, acronimo di European Food Safety Authority, è un'agenzia dell'Unione europea istituita nel gennaio del 2002 ed ha sede nella città universitaria di Parma, in Italia. Fornisce consulenza scientifica e una comunicazione efficace in materia di rischi, esistenti ed emergenti, associati alla catena alimentare.
[2] Vedi articolo "IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE DEGLI ALIMENTI" nella sezione "NATUROPATIA"

13 gen 2016

Buoni sconto per la spesa di tutti i giorni

Vorrei condividere la mia mania per i buoni spesa. Non so se avete mai visto il programma "Pazzi per la Spesa" dove le persone riescono a pagare pochi dollari per spese dal valore di centinaia di dollari, in Italia i buoni non sono molto diffusi come in America, però ci sono dei siti che danno la possibilità di stamparne alcuni.
Io ho scoperto nel sito del Corriere della Sera la sezioni "Buoni per Tutti", è sufficiente registrarsi e stampare i buoni a colori per poterli utilizzare in molti supermercati. 

Vi riporto il link:  http://buonpertutti.corriere.it/  e buona spesa a tutti!!!




borsa personalizzata



Oggi vorrei farvi vedere come è possibile trasformare e personalizzare una semplice borsa di feltro o pannolenci.

Per realizzare questo progetto è fondamentale che la borsa sia bicolore in quanto la tecnica che ho utilizzato è quella dell’intaglio.












Cosa occorre:

- borsa bicolore                                                          
- cartamodello da stencil
- gessetto
- forbici
- taglierino
- colla per tessuti


Come procedere

1. Per prima cosa bisogna disegnare sulla borsa il motivo che vogliamo intagliare, può essere utile aiutarsi con una mascherina da stencil.  Io ho utilizzato un gessetto bianco in modo da poter eliminare facilmente i residui del tratto che ho tracciato sulla borsa.


2. Una volta disegnato il nostro motivo bisogna intagliarlo con molta cura incidendo solo il primo strato della borsa con il taglierino e poi procedendo con le forbici, in questo modo si vedrà il colore sottostante. 

Il disegno che ho scelto io  non era una vera mascherina da stencil, di conseguenza ho dovuto anche ritagliare  e incollare alcune parti del disegno (ad esempio l’interno delle ali della farfalla e le corolle dei fiori), in questo caso bisogna fare in modo di non rovinare la parte della borsa che si sta intagliando.

3. Con la colla per tessuti incollare i bordi del disegno al secondo "strato" della borsa, così evitiamo che non il passare del tempo si possano strappare. Come dicevo prima io ho incollato anche le parti interne delle ali della farfalla e delle corolle dei fiori.



Con pochissimi passi la borsa è trasformata

da così  ....        
                                                                     

... a così







18 dic 2015

E dopo le abbuffate???


Anche quest'anno, come tutti gli anni, mi chiedo: come fare a tornare in forma dopo le abbuffate delle feste?
Di consigli sul web se ne trovano davvero molti, io ho deciso di riportarvi un'intervista fatta da "Il Tirreno" al Dott. Ciro Vestita [1].


<<Dottor Vestita, i chili in più che ci ritroviamo dopo le feste sono solo di facciata o si accompagnano anche a colesterolo e trigliceridi alti?
 
«La seconda. Durante le lunghe feste natalizie le cene luculliane sono tante per cui è facile affaticare il fegato ritrovandosi poi col colesterolo alle stelle e centimetri in più sulla addome...».

 Che fare quindi?
 
«Quello che, ad esempio, fanno i Mormoni in America. Un gruppo di questi religiosi è stato seguito per anni dalla clinica cardiologica di Boston, interessata al fatto che le patologie coronariche in questi soggetti fossero sotto la media. I risultati sono stati strabilianti: I Mormoni, una volta alla settimana, fanno un giorno di digiuno mangiando solo poca frutta e bevendo molta acqua: bene, pare che questa metodica riesca a controllare il peso e soprattutto a salvare le coronarie. Noi quindi, ad esempio, potremmo (se non ci sono altri problemi di salute) mangiare per uno o due giorni solo kiwi e ananas: sono frutti estremamente diuretici e depurativi, si perde subito una taglia, si guadagna un enorme senso di leggerezza e si abbassa il colesterolo».

 Esistono anche delle erbe che ci aiutano in questo?
 
«Si. La fitoterapia può fare molto, perché per noi dietologi, dare la dieta da dietro la scrivania è facile, ma poi il paziente va a casa e, dalla fame, si mangia l’uva della carta da parati. È utile quindi usare erbe spezzafame che aiutino chi vuole dimagrire».

 Quali sono e come bisogna usarle?
 
«Il modo migliore è fare delle tisane (almeno un litro e mezzo al giorno) con erbe calmanti quali melissa, withania, tiglio. La continua voglia di piluccare si blocca e si può seguire più facilmente il regime dimagrante».

 Spesso però, soprattutto nelle donne, si tratta di chili in più dovuti a ritenzione idrica.
 
«È vero. L’abuso di cibi salati (e si tratta spesso di sale occulto) porta a gonfiore di gambe e glutei. Con piante diuretiche, quali betulla e rusco, si possono davvero perdere molti liquidi».

 Insomma non è poi difficile...
 
«Nemmeno per sogno. Se non ci si mette un po’ di buona volontà e un po’ di esercizio fisico, le tisane non servono a nulla».>>

Adesso non resta che provare i consigli del Dott. Ciro Vestita, buone abbuffate a tutti


 [1]dietologo e fitoterapeuta , laureato a Pisa presso la facoltà di Medicina nel 1976. Specializzato in pediatria nel 1979. Si occupa fin dalla laurea di fitoterapia applicata alla obesità ed altre malattie metaboliche. É docente a contratto di Fitoterapia ed Alimentazione presso la "Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna" di Pisa. Titolare di incarico di insegnamento in nutrizione e fitoterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pisa.

5 dic 2015

Calendario di frutta e verdura

Ormai da diversi anni, per fare la spesa di frutta e verdura di stagione, mi affido ad un calendario che ho trovato su un opuscolo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Tutto ciò che è contenuto in questo opuscolo lo si può trovare anche sul sito www.nutritevideicoloridellavita.com
La cosa che mi piace di questo "progetto" è che frutta e verdura sono suddivise per colori:

ROSSO (ad esempio: anguria, arancia rossa, barbabietola, ciliegia, fragola, pomodoro, ravanello...)
GIALLO - ARANCIO (ad esempio albicocca, arancia, carota, kaki, limone, mandarino, melone, nespola, peperone, pesca, pompelmo, zucca ...)
VERDE (ad esempio agretti, asparagi, bieta, broccoli, carciofo, cetriolo, cicoria, kiwi, lattuga, rughetta, spinaci, uva, zucchina ...)
BLU - VIOLA (ad esempio fichi, frutti di bosco, melanzane, prugne, radicchio, uva nera ...)
BIANCO (ad esempio aglio, cavolfiore, cipolla, finocchio, funghi, mela, pera, porri, noci, nocciole, mandorle, castagne ...)

L'ideale è riuscire ad avere una dieta il più "colorato" possibile;  bisognerebbe privilegiare non solo la quantità ma anche la varietà di frutta e verdura consumata. L’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione consiglia il consumo di almeno 3 porzioni di frutta al giorno (una porzione corrisponde a 150 grammi); il consumo ideale di verdura dovrebbe essere di almeno 2 porzioni (una porzione corrisponde a 200 grammi per gli ortaggi cotti, e 80 grammi per quelli crudi). 
Un’alimentazione variegata e completa di frutta e verdura non solo nutre in maniera equilibrata, ma anche sana. Riduce infatti il rischio di sviluppare diabete e patologie cardiache. 
A mio avviso è altrettanto importante acquistare frutta e verdura di stagione, anche se oggi è facile trovare al mercato anche alimenti non di stagione perché ad esempio provenienti da altri paesi o perché coltivati in serra. Come dicevo prima io mi baso sul calendario che potete vedere di seguito.



Frutta e verdura sono buone e versatili, ricche di vitamine e minerali essenziali per la nostra salute; hanno il vantaggio di essere particolarmente indicate per le diete ipocaloriche; grazie all'elevato contenuto di fibre aiutano il transito intestinale; hanno anche il vantaggio di idratare grazie all’alto contenuto di acqua, tutte caratteristiche che le rendono un valido aiuto per mantenere sotto controllo il proprio peso.
Sono tanti i modi per consumare con gusto 5 porzioni di 5 colori al giorno, sul sito è possibile trovare anche delle ricette. Purtroppo il sito non è aggiornato però secondo me alcune regole basilari non hanno bisogno di continui aggiornamenti.

BUONA SPESA A TUTTI!


Deodorante per ambiente

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo che gira su faceboock che parlava dei tanti utilizzi del sale grosso [http://www.grandinotizie.eu/metti-200-gr-di-sale-grosso-in-un-angolo-della-casa-o-su-un-mobile-ecco-cosa-succede/].  Devo ammettere che molte delle cose suggerite io le faccio già grazie ai rimedi che si tramandano in famiglia; questo mi ha dato lo spunto per parlarvi di un rimedio semplicissimo e poco costoso contro i cattivi odori.
Chi ha degli animali in casa, con annessa lettiera sa benissimo che non ci sono tante soluzioni contro i cattivi odori dei nostri amici a quattro zampe. Anche le lettiere profumate, quelle con i carboni attivi oppure quelle con i cristalli lasciano comunque un odore non molto gradevole. Io ho adottato un sistema molto semplice: ho messo in una ciotolina del sale grosso da cucina, vi ho versato 6-7 gocce di olio essenziale alla lavanda e l'ho messa in bagno. L'odore dell'olio essenziale dura diversi giorni, è quindi sufficiente versare altre gocce a piacere senza dover buttare via il sale. In questo modo ho creato un deodorante piacevole che non solo copre gli odori della lettiera ma che profuma in modo gradevole tutto il bagno. In oltre il sale grosso aiuta ad eliminare l'umido in eccesso nella stanza ... insomma, due risultati con un solo prodotto!!!


19 nov 2015

Noci, amiche del nostro cuore

La noce è formata da un guscio legnoso che contiene il gheriglio che è la parte commestibile. Dal punto di vista nutrizionale in 100 grammi di noci troviamo il 16% di proteine, il 12% di glucidi e oltre il 60% di grassi. I grassi contenuti da questo frutto sono di tipo monoinsaturi (ad esempio omega 3 e omega 6), cioè sono quelli che apportano benefici alla salute.
Uno studio dalla Vanderbilt University Medical Center (VICC),  pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine [1], condotto su un’ampia popolazione di diversa provenienza etnica ha evidenziato che il consumo al naturale delle noci, nelle giuste proporzioni e con regolarità  contribuirebbero a ridurre il rischio di mortalità, anche per cause cardiache. Lo studio è stato effettuato su un gruppo di oltre 200 mila persone provenienti da vari continenti, in particolare: 70 mila Americani, a basso reddito economico  discendenti da Africani ed Europei (inclusi nello studio Southern Community Cohort Study), e di più di 13 0mila Cinesi (facenti parte di due studi: il Shanghai Women's Health Study e il Shanghai Men's Health Study). In tutti e tre i gruppi è risultata evidente la riduzione di mortalità in persone più abituate al consumo noci rispetto a quelle che non hanno integrato questo alimento nella propria dieta.
Mangiare noci, ma anche nocciole, arachidi e in generale la frutta secca,  aiuterebbe  a vivere più a lungo in quanto diminuirebbe il rischio di moralità per qualsiasi causa in una percentuale variabile tra  il 17 e il 21%, e soprattutto per un evento cardiovascolare, come ictus e infarto, con una probabilità in questo caso diminuita addirittura del 23-38%.
Lo studio sopra citato ha evidenziato che i benefici sono riscontrabili indipendentemente dall’etnia e dalla condizione socio economica del mangiatore di frutta secca.

La domanda è d'obbligo: QUANTE NOCI CONSUMARE? 

I benefici sulla longevità e sul cuore sarebbero da attribuirsi alle proprietà di noci e della frutta secca ricche dei seguenti nutrienti: grassi acidi insaturi, acido folico, vitamina B9, acido linoleico, fibre, vitamine, antiossidanti fenolici, arginina e fitochimici. Molto utili sarebbero anche le loro proprietà antiossidative ed antiinfiammatorie che aiuterebbero a preservare anche il muscolo cardiaco in un migliore stato di benessere, e a conservare più a lungo la funzione endoteliale (l'endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, linfatici e del cuore). Le noci non devono essere consumate né in eccesso né in difetto. L’American Heart Association (organizzazione statunitense non a scopo di lucro che si occupa di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus) raccomanda quattro porzioni di noci a settimana, senza sale e senza olio, considerando che una porzione è pari a circa 42,5 grammi di noci intere. Bisogna però tenere conto che la frutta secca ha un elevato contenuto calorico e non sempre sono adatte ad una dieta ipocalorica e va evitata se si ha una predisposizione a reazioni allergiche.

I risultati preliminari dello studio sono incoraggianti, tuttavia trattandosi di studi epidemiologici osservazionali e non di trial clinici randomizzati [2], non si possono trarre ancora conclusioni certe: non è possibile quindi affermare con sicurezza che le noci e in generale la frutta secca  da sole siano responsabili della riduzione della mortalità osservata nello studio. Occorreranno ulteriori ricerche che ne attestino l’effettiva efficacia, ma le premesse al momento farebbero ben sperare.



[1] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25730101 
[2] Gli studi clinici controllati randomizzati (randomized controlled trial, RCT) sono studi sperimentali che permettono di valutare l'efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione. 
Con il termine trattamento si intendono convenzionalmente non solo le terapie, ma tutti gli interventi (diagnostici, di screening, di educazione sanitaria) o anche l'assenza di intervento.