Molto spesso nei bar quando si ordina una tisana vengono portati dei cristalli di zucchero per dolcificarla. Mi sono più volte chiesta come vengono ottenute queste delizie di "design", così ho cercato un po' sul web e ho trovato questo articolo di Dario Bressanini che vi segnalo.
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/11/24/cristalli-di-zucchero/
Sono riportati diversi metodi per ottenere i cristalli, a voi la scelta e buon sperimento a tutti!!!!!
26 gen 2017
7 dic 2016
Mele natalizie
Vorrei proporre una ricetta abbastanza veloce per stupire i vostri commensali durante le feste natalizie usando prodotti di stagione.
Ingredienti per 4 persone:
4 mele rosse non troppo mature
1 o 2 cucchiai di burro
4 cucchiai di mandorle tritate grossolanamente
2 cucchiai di uvetta ammollata nel rum
4 cucchiai di marmellata di mele
1 cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
zucchero a velo per decorare
Procedimento:
Accendere il forno a 180 °
Lavare e asciugare le mele. Tagliare la parte superiore a circa 1/3 dal picciolo (in modo da avere un piccolo "coperchio"), svuotare le parti rimanenti con uno scavino lasciando almeno un cm di polpa. Cuocere la polpa in un pentolino (o al micro-onde) finchè non diventa un po' morbida.
Mescolare le mandorle con l'uvetta, la marmellata di mele, il miele, la cannella e la polpa di mela.
Riempire con il composto le mele scavate, aggiungere sopra una piccola noce di burro e chiudere con la parte di mela tagliata all'inizio (il piccolo "coperchio).
Ungere una teglia con una noce di burro o in alternativa mettere della carta forno sul fondo della teglia, posizionare le mele sulla teglia e cuocere per circa 20 minuti.
Servite tiepide con una spolverata di zucchero a velo.
Ingredienti per 4 persone:
4 mele rosse non troppo mature
1 o 2 cucchiai di burro
4 cucchiai di mandorle tritate grossolanamente
2 cucchiai di uvetta ammollata nel rum
4 cucchiai di marmellata di mele
1 cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
zucchero a velo per decorare
Procedimento:
Accendere il forno a 180 °
Lavare e asciugare le mele. Tagliare la parte superiore a circa 1/3 dal picciolo (in modo da avere un piccolo "coperchio"), svuotare le parti rimanenti con uno scavino lasciando almeno un cm di polpa. Cuocere la polpa in un pentolino (o al micro-onde) finchè non diventa un po' morbida.
Mescolare le mandorle con l'uvetta, la marmellata di mele, il miele, la cannella e la polpa di mela.
Riempire con il composto le mele scavate, aggiungere sopra una piccola noce di burro e chiudere con la parte di mela tagliata all'inizio (il piccolo "coperchio).
Ungere una teglia con una noce di burro o in alternativa mettere della carta forno sul fondo della teglia, posizionare le mele sulla teglia e cuocere per circa 20 minuti.
Servite tiepide con una spolverata di zucchero a velo.
BUON APPETITO
29 nov 2016
Dieta mediterranea, alleata della nostra salute
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari diffusi, a partire dagli anni 50 del XX secolo in alcuni paesi del bacino mediterraneo come l'Italia e la Grecia; tale modello si basa su alimenti tradizionalmente consumati in questi paesi come ad esempio cereali, frutta, verdura, olio di oliva, carne, pesce e latticini. Il concetto di dieta mediterranea è stato introdotto e studiato dal fisiologo statunitense Ancel Keys, il quale ne ha dimostrato i benefici effetti sulla longevità e sulla salute nel Seven Country Study. Le implicazioni storiche e antropologiche della dieta mediterranea hanno portato l'UNESCO alla sua inclusione dal 2010 nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell'umanità di Italia, Marocco, Spagna e Grecia; dal 2013 tale riconoscimento è stato esteso anche a Cipro, Croazia e Portogallo.
Da un recente studio italiano condotto dall'università Cattolica e della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, pubblicato sulle pagine dell'European Journal of Cancer Prevention, emerge che la dieta mediterranea protegge anche dai tumori della testa e collo, a condizione però che venga consumata con regolarità [1].
I tumori della testa e del collo colpiscono principalmente gli uomini e si collocano al quinto posto per diffusione dopo il cancro della prostata, del polmone, del colon retto e della vescica. Alcol e fumo sono i maggiori fattori di rischio per queste neoplasie. Recenti ricerche italiane, tra le quali quella citata in precedenza, mostrano che la dieta mediterranea, basata principalmente sul consumo regolare di frutta, verdura, cereali, legumi, latte, yogurt, olio di oliva, un basso consumo di carne, a favore di un maggiore consumo di pesce e uova, associato ad un limitato consumo di dolci e moderate quantità di vino durante i pasti, può favorire la riduzione dei rischi di sviluppare un tumore nel distretto della testa e collo.
Lo studio dall'università Cattolica e della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma si è basato sul monitoraggio di 500 casi di pazienti con tumore della testa e del collo e di un gruppo di controllo di oltre 400 persone senza malattia; tali gruppi sono stati messi a confronto con una medesima abitudine: la fedeltà a un regime alimentare basato sulla dieta mediterranea. La professoressa Stefania Boccia, dell’Istituto di Sanità Pubblica della Cattolica e una delle principali autrici della ricerca ,ha affermato che lo studio condotto conferma che seguire con fedeltà la dieta mediterranea riduce il rischio di tumori della testa e del collo. Dallo studio è ltresì emerso che solo il 10% degli italiani senza patologie tumorali sono assidui nel seguire la dieta mediterranea.
Di seguito riporterò alcuni esempi di menù da seguire in una giornata che rispecchino i dettami della dieta mediterranea:
esempio 1
colazione: tazza di latte con cereali; spuntino: yogurt magro; pranzo: insalata mista con uova, pane di segale, un frutto; merenda: yogurt; cena: pollo ai ferri con insalate di carote crude condite con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva, un bicchiere di vino rosso.
esempio 2
colazione: yogurt; spuntino: 4 o 5 noci e un frutto; pranzo: cous cous di verdure, pane integrale, frutta; merenda: estratto di frutta; cena: bruschette con aglio e pomodoro, lenticchie al vapore con pomodoro, frutta
esempio 3
colazione: un caffè, una tazza di latte parzialmente scremato; spuntino: un frutto; pranzo: riso integrale con i carciofi , pesce ai ferri con contorno d’ insalata mista condita con olio extra-vergine d’oliva, aceto e sale; merenda: una spremuta di succo d’arancia; cena: 2 uova sode con contorno di di cicoria lessata, pane integrale e un frutto.
[1] http://www.fondazioneveronesi.it/articoli/oncologia/la-dieta-mediterranea-protegge-anche-dai-tumori-della-testa-e-del-collo
16 ago 2016
Da cartone del latte a porto vaso personalizzato
Un divertente modo per riciclare i cartoni di tetrapak? Trasformarli in colorati porta vaso!
Cosa serve:
- contenitore tetrapak lavato e asciugato
- pennarello
- forbici
- colori acrilici
- pennelli
- scotch trasparente largo
- spago
- ago da lana
Come procedere:
1. Dopo aver scelto il soggetto da realizzare disegnarlo sul tetrapak con un pennarello. Disegnare una linea alla'altezza desiderata lungo tutto il perimetro della scatola (tenendo conto dell'altezza che si vuole dare al porta vaso). Ritagliare solo il contorno superiore proseguendo lungo la linea tracciata.
Cosa serve:
- contenitore tetrapak lavato e asciugato
- pennarello
- forbici
- colori acrilici
- pennelli
- scotch trasparente largo
- spago
- ago da lana
Come procedere:
1. Dopo aver scelto il soggetto da realizzare disegnarlo sul tetrapak con un pennarello. Disegnare una linea alla'altezza desiderata lungo tutto il perimetro della scatola (tenendo conto dell'altezza che si vuole dare al porta vaso). Ritagliare solo il contorno superiore proseguendo lungo la linea tracciata.
2. Con il colore acrilico bianco ricoprire tutta la superficie in modo da coprile le scritte del tetrapak, se necessario ripetere l'operazione più volte.
3. Colorare il soggetto.
4. Con lo scotch trasparente largo ricoprire l'intera superficie in modo da renderla lucida e impermeabile.
5. tagliare lo spago della lunghezza desiderata e con l'aiuto dell'ago da lane praticare due forellini ai lati per far passare lo spago. Bloccare lo spago inserito con un piccolo nodino.
6. Inserire nel porta vaso la piantina e appendere.
LARGO SFOGO ALLA FANTASIA !!!!
4 ago 2016
Il basilico
Oggi voglio parlare di una pianta
che si può vedere in molti balconi: il Basilico. Il suo nome scientifico
è ocimum basilicum, è una pianta erbacea
annuale, appartenente alla famiglia delle lamiaceae, normalmente coltivata come
pianta aromatica originaria dell’India e largamente usato nella cucina italiana,
oltre che in quella asiatica. Sono state classificate circa 60 varietà di basilico,
che si differenziano per l'aspetto e l'aroma (ad esempio: comune, genovese,
greco, tailandese, messicano, lattuga, purple ruffles, minimum ecc...). Il
basilico cresce rigoglioso quando il sole è abbondante e la temperatura si
aggira tra i 20 e i 25° C; con temperature più alte necessita di una più alta
umidità, e non resiste a temperature inferiori ai 10 °C. Necessita di
annaffiature frequenti e di un suolo ben drenato, in quanto i ristagni d'acqua
sono dannosi per le radici. Il periodo di fioritura è tra giugno e settembre. Per
consentire una crescita rigogliosa e per allungarne il ciclo di vita le piante
di basilico devono essere regolarmente cimate, asportando gli apici vegetativi
e i fiori. Le differenti varietà hanno un numero variabile di oli essenziali che
conferiscono alla pianta il tipico profumo nelle diverse sfumature. L'aroma
caratteristico della specie comune, la più diffusa in Italia, è derivato dall'eugenolo[1]
(sostanza chimica presente in grande quantità anche nei chiodi di garofano).
Oltre all'eugenolo, il basilico contiene metileugenolo[2] ed estragolo[3] (23–88% negli oli essenziali),
sostanze che si sono rivelate cancerogene su ratti e topi. Sebbene gli effetti
sugli umani non siano stati studiati, gli esperimenti indicano che è necessaria
una quantità molto superiore a quella cui normalmente si entra in contatto,
affinché essa possa rappresentare un rischio per la salute dell’uomo.
Fatte queste doverose premesse è
utile far presente che il basilico ha anche delle “proprietà benefiche”, infatti
contiene calcio, ferro, magnesio, potassio, luteina e betacarotene,
antiossidanti importanti per la salute della pelle, per facilitare la
digestione e combattere gli stati infiammatori dell’intestino; inoltre sembra
essere utile negli stati d’ansia e nelle sindromi da raffreddamento (sinusite,
naso chiuso). Le foglie vanno raccolte
solo dalle piante adulte, più alte di 10 cm perché le piante più piccole
contengono sostanze tossiche. Ottimo utilizzato a crudo conferisce un particolare
aroma a pietanze cotte o crude. È utilizzato come infuso (una manciata di
foglie fresche per 5 minuti in infusione in un litro di acqua calda, filtrare e
bere durante la giornata) per combattere stati d’ansia, emicranie e tosse. In
caso di raffreddore, naso chiuso o sinusiti può essere utile inalare l’aroma di
qualche goccia di olio essenziale versato su di un fazzoletto.
[1] L'eugenolo è un liquido oleoso, quasi incolore o giallo
chiaro, poco solubile in acqua e solubile nei solventi organici. Ha un odore
piacevole, speziato, simile al chiodo di garofano. Questo olio essenziale si
può estrarre dai boccioli fiorali, dalle foglie o da rametti della pianta dei
chiodi di garofano.
[2] Dal punto di vista chimico il metileugenolo è un
metabolita secondario ed è una delle molecole che donano al basilico il
particolare sapore. Alcuni studi hanno dimostrato che la concentrazione di
metileugenolo è maggiore nelle piante la cui altezza è inferiore a 10 cm
mentre, se più alte questa molecola è meno presente rispetto all'eugenolo che,
strutturalmente, è molto simile.
[3] L’estragolo è un fenilpropene cioè un composto organico
naturale; è un costituente essenziale dell'olio essenziale del dragoncello, di cui
compone il 60–75% dell'olio, ma lo si può trovare anche negli oli essenziali di
basilico, pino, trementina, finocchio, anice e del syzygium anisatum. Recentemente
l'INRAN ha condotto uno studio su tale sostanza, presente, tra l'altro, nelle
tisane al finocchio riconoscendone la tossicità [http://ntp.niehs.nih.gov/testing/status/agents/ts-10259-v.html]
6 lug 2016
portapenne da scrivania
Durante un laboratorio creativo, per bambini di quarta e quinta elementare, ho proposto la realizzazione di un portapenne da scrivania partendo da una bottiglietta di plastica.
Ecco quella che ho realizza come campione da mostrare ai bambini.
Cosa serve:
- una bottiglietta di plastica
- forbici
- pinzatrice
- cartoncini
- pennarelli
- tanta fantasia!
Prima di tutto bisogna scegliere un soggetto, un animale, un mostro, una creatura di fantasia. Una volta identificato il nostro soggetto bisogna disegnarlo sul cartoncino, è importante che il soggetto abbia una bocca grande o delle grandi fauci! Ritagliare la bocca, con un pennarello disegnarla sulla bottiglia e ritagliarla con le forbici facendo attenzione a non tagliarsi con la plastica. Dopo aver colorato il nostro soggetto pinzarlo alla bottiglia con la pinzatrice. Volendo è possibile anche incollarlo ma la colla vinilica ci mette un troppo tempo ad asciugare e la colla a caldo potrebbe deformare la bottiglia, ecco perchè io ho scelto di usare la pinzatrice. Una volta finito il lavoro inserire penne, matite, pennarelli dalla bocca del nostro animale.
Ecco quella che ho realizza come campione da mostrare ai bambini.
Cosa serve:
- una bottiglietta di plastica
- forbici
- pinzatrice
- cartoncini
- pennarelli
- tanta fantasia!
Prima di tutto bisogna scegliere un soggetto, un animale, un mostro, una creatura di fantasia. Una volta identificato il nostro soggetto bisogna disegnarlo sul cartoncino, è importante che il soggetto abbia una bocca grande o delle grandi fauci! Ritagliare la bocca, con un pennarello disegnarla sulla bottiglia e ritagliarla con le forbici facendo attenzione a non tagliarsi con la plastica. Dopo aver colorato il nostro soggetto pinzarlo alla bottiglia con la pinzatrice. Volendo è possibile anche incollarlo ma la colla vinilica ci mette un troppo tempo ad asciugare e la colla a caldo potrebbe deformare la bottiglia, ecco perchè io ho scelto di usare la pinzatrice. Una volta finito il lavoro inserire penne, matite, pennarelli dalla bocca del nostro animale.
30 giu 2016
Riciclo creativo delle bottiglie di plastica
Navigando su youtube mi sono imbattuta in un video veramente bello sul riciclo delle bottiglie di plastica. Trovo alcune idee davvero splendide e di facile realizzazione.
Ecco a voi il video
Buon riciclo a tutti!!!
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